L’Intelligenza Artificiale e lavoro stanno entrando in una fase completamente nuova. Non è una moda, non è un aggiornamento tecnologico, non è un nuovo software da installare. È qualcosa di molto più profondo.

Caro cliente, ti spiego… perché in questi giorni nel mondo dell’intelligenza artificiale non si parla d’altro che di un saggio scritto da un certo Matt Shumer.

Shumer non è un filosofo o un teorico: è il CEO di una delle aziende più importanti del settore. Eppure, ha appena pubblicato un articolo intitolato “Something Big Is Happening” che ha toni quasi apocalittici. Dice che quello che vedremo nei prossimi 24 mesi sarà “più grande del COVID” in termini di impatto sul lavoro.

Ma perché dovrebbe interessarti?

Perché Shumer solleva un punto che riguarda direttamente il tuo business: l’IA ha smesso di essere un assistente che corregge le mail. È diventata un’entità capace di sostituire intere funzioni cognitive. Tradotto: il lavoro “da scrivania” – dalla contabilità alla programmazione, fino alla consulenza legale di base – sta per essere travolto da un’automazione mai vista prima.

Cosa dobbiamo portarci a casa da questo allarme?

  1. La fine del “compitino”: Se il valore della tua azienda o dei tuoi collaboratori si basa sull’esecuzione di compiti ripetitivi o puramente logici, sei a rischio. L’IA oggi lo fa meglio, più velocemente e a un costo vicino allo zero.
  2. Il ritorno del fattore umano (quello vero): Shumer suggerisce che, in un mondo dove la produzione è automatica, il valore si sposta sulla visione, sulla strategia e sulla capacità di giudizio. L’IA può scrivere un contratto, ma non può decidere se quel contratto è la mossa giusta per la tua vita o per il tuo futuro.
  3. Resilienza finanziaria: Il consiglio di Shumer è drastico: prepararsi a un periodo di forte instabilità del mercato del lavoro. Per te, caro cliente, significa che oggi più che mai devi investire in efficienza, ma tenere i radar accesi per capire come cambierà la domanda dei tuoi servizi.

In conclusione: Non dobbiamo avere paura, ma non possiamo nemmeno fare finta di niente. La tecnologia corre più veloce della nostra capacità di adattamento burocratico.

Il mio compito è aiutarti a navigare questa tempesta, non restando a guardare l’onda, ma imparando a surfarla. Perché “qualcosa di grosso sta succedendo”, ed è meglio che ci trovi pronti.

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