Il nuovo rendiconto per cassa aggregato per gli enti del Terzo Settore sotto i 60.000 euro nasce da un’esigenza concreta: semplificare davvero la gestione contabile delle realtà più piccole, spesso schiacciate tra burocrazia e risorse limitate.

C’è una sensazione che chi vive il Terzo Settore conosce bene: quella di dover correre dietro alla burocrazia anche quando le risorse sono poche, il tempo è limitato e le persone sono spesso volontari.

Con il Decreto del 18 febbraio 2026, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 21 marzo, viene introdotto ufficialmente il nuovo modello di rendiconto per cassa in forma aggregata per gli enti con entrate fino a 60.000 euro.

Una novità attesa. Ma soprattutto, una novità che merita di essere capita fino in fondo.

Da dove nasce questa novità

Il punto di partenza è l’articolo 13 del Codice del Terzo Settore, modificato dalla Legge 104/2024.

Per la prima volta viene introdotto un principio semplice: se le entrate restano sotto i 60.000 euro, il rendiconto può essere redatto in forma aggregata.

Non è solo una scelta tecnica. È una presa di posizione.

Significa riconoscere che non tutte le realtà hanno la stessa struttura, le stesse competenze e lo stesso tempo da dedicare agli adempimenti.

Attenzione alla decorrenza: quando si applica

Qui è fondamentale essere chiari, perché è il punto che più facilmente genera confusione.

Il nuovo modello non si applica ai bilanci già in approvazione nel 2026.

Gli ETS con esercizio coincidente con l’anno solare:

  • NON possono usarlo per il bilancio 2025 (che deve essere approvato nel 2026);
  • POSSONO usarlo per il bilancio 2026 (che sarà approvato nel 2027).

In altre parole: la norma è già in vigore, ma diventa operativa dal prossimo ciclo di bilancio.

Ed è proprio questo il momento giusto per prepararsi.

Rendiconto per cassa aggregato: cosa cambia (e cosa no)

La parola chiave è “aggregato”. Ed è proprio lì che si nasconde il vero cambiamento.

Nel modello allegato al decreto (Mod. E), entrate e uscite non vengono più richieste in modo analitico, ma raggruppate in macro-aree:

  • attività di interesse generale
  • attività diverse
  • raccolta fondi
  • attività finanziarie e patrimoniali
  • supporto generale

Ogni area racconta una parte della vita dell’ente, in modo più sintetico e più leggibile.

A livello complessivo troviamo:

  • totale entrate e uscite della gestione
  • avanzo/disavanzo d’esercizio
  • sezione per investimenti e finanziamenti
  • situazione di cassa (cassa e banca)

Sono inoltre previste:

  • una sezione facoltativa per costi e proventi figurativi;
  • l’obbligo di documentare le attività diverse;
  • il rendiconto per eventuali raccolte fondi.

Semplificare non significa perdere controllo, ma spostarlo su ciò che conta davvero.

Una semplificazione che va interpretata

Qui però è necessario fermarsi un attimo.

Il rischio è quello di leggere questa novità come una scorciatoia. E non lo è.

Il fatto che i dati possano essere aggregati non elimina la necessità di una gestione corretta a monte.

Le operazioni devono essere tracciate, classificate e comprese.

In altre parole: la semplicità è nel risultato, non nel processo.

Il vero impatto: meno errori, più accessibilità

Per le piccole associazioni significa:

  • meno rigidità operativa;
  • meno errori formali;
  • maggiore accessibilità anche senza competenze contabili avanzate.

Per i professionisti, invece, cambia il ruolo: meno “compilatori”, più consulenti.

Rendiconto aggregato: il punto che nessuno dice chiaramente

La norma semplifica il modello, ma non semplifica automaticamente il lavoro.

Se l’associazione continua a gestire entrate e uscite in modo disordinato, il rendiconto aggregato diventa solo un contenitore più semplice di dati comunque difficili da ricostruire.

Ed è qui che si gioca la vera partita.

Il ruolo degli strumenti digitali

La differenza, oggi più che mai, la fanno gli strumenti. Non tanto per compilare il rendiconto, ma per arrivarci nel modo giusto:

  • classificare correttamente le operazioni;
  • avere sempre sotto controllo la situazione economica;
  • arrivare al rendiconto in modo automatico.

È questo il vero significato di semplificazione operativa.

Ed è qui che soluzioni come AssociazioneInCloud diventano centrali: non perché “fanno il rendiconto”, ma perché rendono naturale arrivarci.

Una riforma nella direzione giusta

Il rendiconto per cassa aggregato è, senza dubbio, un passo avanti.

  • Riconosce la realtà dei piccoli enti;
  • riduce la complessità;
  • avvicina la contabilità alla gestione quotidiana.

Ma funziona solo se accompagnato da consapevolezza e strumenti adeguati.

Nel prossimo aggiornamento, AssociazioneInCloud integrerà il nuovo modello di rendiconto aggregato, accompagnando gli enti del Terzo Settore in questa transizione e trasformando una novità normativa in un vantaggio concreto.

Scopri AssociazioneInCloud ⭢